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Effetto delle dimensioni del cordone di saldatura sulla resistenza a fatica dei giunti a croce  [PDF]
B. Atzori,B. Rossi,G. Demelio
Frattura ed Integrità Strutturale , 2009,
Abstract: La scelta della dimensione da assegnare al cordone di saldatura nel caso di giunzioni saldate a croce può presentarsi problematica, specie quando gli spessori delle lamiere che formano il giunto sonodifferenti tra loro. Le normative di tipo tecnologico suggeriscono in genere di prevedere uno spessore del cordone di saldatura inferiore al minimo spessore della lamiera da collegare, mentre le normative di tipo strutturale non prevedono una dipendenza della resistenza del giunto, sia statica che a fatica, dalle dimensioni del cordone di saldatura, a meno che queste non siano tanto ridotte da portare a rotture che si inneschino e si propaghino non più nella lamiera base ma nel cordone di saldatura. Scopo del presente lavoro è la verifica,teorica e sperimentale, della variazione della resistenza a fatica al variare del rapporto tra lo spessore del cordone di saldatura e quello minimo delle lamiere da saldare.
Tenacità a frattura e resistenza a fatica di acciai bonificati con microstrutture derivanti da tempra incompleta e riflessi sulle norme tecniche di impiego
D. Firrao,P. Matteis
Frattura ed Integrità Strutturale , 2011,
Abstract: Componenti meccanici di acciai allo stato bonificato, caratterizzati da microstrutture miste derivanti da condizioni di tempra incompleta, si incontrano frequentemente nella pratica costruttiva, a causa della tendenza verso acciai progressivamente meno legati o a causa di componenti con sezioni piuttosto elevate.La bassa resistenza all’intaglio di microstrutture miste è stata messa in evidenza già negli anni ’50, ma da allora non è stata più oggetto di indagine e si è trascurato, anche nella normativa, di metterne in evidenza la pericolosità.Quando alla martensite rinvenuta ed alla bainite si accompagnano anche perlite e ferrite, la tenacità alla frattura scende a livelli estremamente pericolosi. I risultati di una campagna di ricerche condotte sulla tenacità a frattura di acciai per stampi di materie plastiche caratterizzati da microstrutture miste vengono presentati, individuando le combinazioni di microstrutture con tenacità a frattura troppo basse. Anche la propagazione delle cricche di fatica risulta negativamente influenzata dalla presenza di più costituenti. Le norme di uso dei manufatti dovrebbero tenere presenti le considerazioni sviluppate.
Inferenza bayesiana per l’analisi dei dati di prove di fatica  [PDF]
A. De Iorio,M. Guida,F. Penta,P. Pinto
Frattura ed Integrità Strutturale , 2008,
Abstract: Si prende in esame il problema della caratterizzazione a fatica dei materiali mediante campioni di dati poco numerosi. Se ne prospetta una soluzione che impiega la metodologia bayesiana. Per la vasta famiglia degli acciai al carbonio, laminati a caldo o bonificati che siano, utilizzando dati di letteratura ed alcune consolidate correlazioni tra proprietà di fatica e resistenza statica, è definita una funzione di densità di probabilità a priori in grado di condensare gran parte delle informazioni disponibili. Queste ultime, in uno con quelle fornite dalla sperimentazione diretta, da esaminare mediante il teorema di Bayes, permettono di identificare con grande accuratezza la resistenza a fatica del particolare acciaio provato. L’efficacia del metodo proposto è verificata con una sperimentazione virtuale su un ipotetico acciaio condotta con il metodo Montecarlo.
Sulla stima della vita a fatica di giunti saldati soggetti a carichi multiassiali ad ampiezza variabile
L. Susmel,R. Tovo,D. Benasciutti
Frattura ed Integrità Strutturale , 2009,
Abstract: Nel presente articolo viene proposta una nuova metodologia di progettazione a fatica, basata sull’utilizzo del metodo delle Curve di W hler Modificate, per la previsione della vita a fatica di giunzioni saldate, sia in acciaio che in alluminio, soggette a carichi multiassiali ad ampiezza variabile. In particolare, il criterio delle Curve di W hler Modificate è stato applicato determinando l’orientazione del piano critico mediante il Metodo della Massima Varianza, ovvero definendo il piano critico come quello contenente la direzione che sperimenta la massima varianza della tensione tangenziale risolta. L’accuratezza della metodologia di progettazione a fatica proposta nella presente memoria è stata valutata mediante due serie di dati sperimentali di letteratura ottenute sollecitando, sia ad ampiezza costante che variabile, giunti saldati tubo-piastra in acciaio e lega di alluminio con carichi di flesso/torsione in fase e sfasati di 90°. Il criterio delle Curve di W hler Modificate, applicato in concomitanza con il Metodo della Massima Varianza, si è dimostrato capace di fornisce stime accurate della durata a fatica anche in presenza di sollecitazioni multiassiali ad ampiezza variabile, e questo sia quando applicato in termini di tensioni nominali che in termini di tensioni di “hot-spot”.
Il gradiente implicito nella verifica a fatica di giunzioni saldate sollecitate a fatica
R. Tovo,P. Livieri
Frattura ed Integrità Strutturale , 2009,
Abstract: L’incremento delle potenzialità di strumenti per la progettazione assistita (come modellatori solidi e strumenti per FEA in grado di gestire modelli molto complessi) permette di ipotizzare lo sviluppo di strumenti numerici specifici per la previsione della resistenza a fatica delle giunzioni saldate. Tali strumenti potrebbero essere in grado di valutare l’influenza di geometria e carichi senza la necessità di elaborazioni successive, e spesso, del progettista (come nelle tensioni di Hot Spot). Il presente lavoro propone una metodologia di calcolo adatta alla previsione della vita a fatica di giunzioni saldate complesse. Un indice di resistenza è ottenuto innanzitutto risolvendo il problema tensionale completamente in modo numerico (agli elementi finiti). La previsione della resistenza a fatica, è calcolata facendo uso di un modello analitico basato sul gradiente implicito che assume come tensione efficace la tensione equivalente non locale derivante dalla tensione principale. Dapprima verrà tarato il metodo su prove sperimentali eseguite su giunzioni saldate a croce, successivamente il metodo verrà utilizzato per la verifica a fatica di giunzioni saldate più complesse a sviluppo tridimensionale.
Il documentario come strategia di resistenza e sviluppo  [PDF]
Flaviana Frascogna
Antrocom : Online Journal of Anthropology , 2008,
Abstract: L’articolo si basa sul materiale raccolto durante e dopo le ricerche effettuate per la mia tesi di laurea in Etnografia. Si vuole riflettere sulla trasformazione delle forme tradizionali edelle retoriche espressive della comunicazione a seguito dell’impiego delle tecnologie audiovisuali come ulteriore strumento di comunicazione e della dilatazione di soggetti in grado, oggi, diprodurre comunicazione audiovisiva. Nello specifico vorrei focalizzare l’attenzione sulle potenzialità del genere documentario come forma di resistenza e sviluppo per gruppi di popolazioniautoctone, spesso svantaggiate, che si trovano di fronte le sfide del cambiamento ed al potere persuasivo dei modelli occidentali.
Analisi basata sugli sforzi locali della resistenza a fatica di giunzioni incollate di materiali compositi
S. Beretta,A. Bernasconi,A. Pirondi,F. Moroni
Frattura ed Integrità Strutturale , 2009,
Abstract: Il lavoro prende spunto dai risultati di un’analisi sperimentale del comportamento a fatica di giunzioni incollate di materiali compositi laminati di elevato spessore formati da strati di unidirezionale e di tessuto di fibra di carbonio. I giunti sono stati realizzati in modo tale da saggiare l’influenza della lunghezza di sovrapposizione (da 25,4 mm a 110,8 mm), della forma del giunto (con e senza rastremazione), e della composizione degli aderendi (sostituzione di uno degli aderendi in composito con uno in acciaio). Mediante analisi 2D elastiche con il metodo degli elementi finiti sono state ricavate le distribuzioni degli sforzi all’interno dello strato di adesivo, al fine di individuare un parametro utile alla descrizione del comportamento a fatica in termini di sforzi locali - numero di cicli a rottura. Il ruolo della fase di propagazione viene discusso alla luce di osservazioni dell’avanzamento della frattura, condotta su alcuni dei giunti testati.
Previsione della resistenza a fatica in saldature per punti attraverso modellazione solida  [PDF]
R. Tovo,P. Livieri,S. Capetta
Frattura ed Integrità Strutturale , 2010,
Abstract: Nel presente lavoro vengono messi a confronto due metodi idonei per la verifica di giunzioni saldate per punti: il metodo del raggio di raccordo fittizio ed il metodo del gradiente implicito. Il primo impone un raggio di raccordo diverso da zero al piede o alla radice del cordone di saldatura, il secondo, invece, considera più semplicemente la saldatura come un intaglio acuto. Il confronto è fatto sulla capacità di prevedere l’affidabilità di giunti saldati per punti in acciaio aventi spessore variabile da 0.8 a 1.5 mm. Tali giunti sono sollecitati a taglio (giunti a semplice sovrapposizione) o a trazione (giunti a tazza). Infine, è discussa la condizione di convergenza delle analisi numeriche necessarie, in entrambi i metodi, per il calcolo di una tensione equivalente da porre a confronto direttamente con la di resistenza a fatica del materiale.
Verifica a fatica dei giunti saldati sulla base di misure di deformazione locale  [PDF]
V. Dattoma,R. Nobile,F.W. Panella
Frattura ed Integrità Strutturale , 2009,
Abstract: Lo studio della resistenza a fatica delle giunzioni saldate rappresenta un campo di prova molto interessante dal punto di vista scientifico, con ricadute pratiche altrettanto importanti. Si tratta in generale di fornire dei metodi di verifica e progetto deterministici, come è proprio dell’ingegneria, per prevedere il comportamento meccanico di un materiale che, quando è sotto forma di saldatura, cambia le sue proprietà meccaniche e microstrutturali rispetto al materiale base, si dispone in una geometria locale del cordone estremamente variabile e non definibile a priori, è infine affetto da campi di tensione residua non proprio trascurabili. In questo lavoro, partendo da una breve panoramica sui principali indicatori e metodi che sono stati utilizzati nel corso degli anni per la stima dello stato di sollecitazione in un giunto saldato e della vita residua a fatica, si presenta l’approccio basato sulla misura della deformazione locale che è stato seguito da diversi autori nel corso degli anni, evidenziandone i vantaggi ma anche le limitazioni rilevate attraverso le numerose attività sperimentali direttamente eseguite.
Valutazione della capacità di rientro alla base di un elicottero in presenza di danno balistico ad un albero di trasmissione della linea rotore di coda  [PDF]
L. Giudici,A. Manes,M. Giglio
Frattura ed Integrità Strutturale , 2010,
Abstract: Nella progettazione di un elicottero militare, destinato ad operare a bassa quota e in ambiente ostile, il danneggiamento di componenti critici, conseguente ad impatto balistico, riveste un ruolo primario nella valutazione delle possibilità di sopravvivenza dell’intera macchina. In questo articolo è quindi proposto uno studio sperimentale, suddiviso in diverse fasi, riguardante la verifica della capacità di un elicottero di portare a termine una missione di rientro alla base a potenza ridotta e in presenza di danneggiamento balistico ad un albero di trasmissione della linea rotore di coda. Il lavoro ha richiesto dapprima l’esecuzione, su esemplari del componente in esame, di prove sperimentali di impatto balistico, condotte utilizzando un proiettile calibro 7.62 NATO. Successivamente su ciascun albero danneggiato sono state eseguite prove torsionali statiche ed a fatica, il cui scopo è stato verificare la resistenza residua del componente all’applicazione di opportuni carichi rappresentativi delle sollecitazioni riscontrate durante la missione di rientro.
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