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On the Borders of the mundo de carta . Origins and Diffusion of the Italian lettera cancelleresca (13th-15th centuries) Ai confini del mundo de carta . Origine e diffusione della lettera cancelleresca italiana (XIII-XVI secolo)
Francesco Senatore
Reti Medievali Rivista , 2009, DOI: 10.6092/1593-2214/78
Abstract: This communication focuses on the Italian lettere cancelleresche between 13th and 16th century : that is, the letters written by chancellors, ambassadors, officers of the Italian states. In the first part of the essay, the characters of this specific group of epistolary written records are identified and described thanks also to the analysis of 16 plates. Its origins are traced back to the High Middle Ages, when the material form of the littera clausa was born, imitating the public written records : the choice to put the addressee’s name in the first line of the letter, a crucial difference from the ancient tradition, emerged already in the first medieval exemplars of letters. The various characteristics of the lettera cancelleresca appeared separately since the 13th century, and their convergency gave birth to a standardised and long-lasting epistolary model between the end of the 14th and the middle of the 15th century. In the second and final part of the essay, an autograph letter of Diomede Carafa is compared to a chancery letter on the same subject, aiming both to enlighten the peculiarity of Carafa’s writing culture as regards to the chancery’s epistolary usual practice, and to strongly recommend a careful analysis of specific historic contexts in every research on communication patterns and forms. Oggetto dell'intervento sono le lettere cancelleresche italiane tra XIII e XVI secolo (scritte da cancellieri, ambasciatori, ufficiali). Vengono identificate e illustrate in 16 tavole i caratteri fondamentali di questa specifica tipologia di documento epistolare, di cui si indagano le origini. La forma materiale della lettera chiusa nacque nell’alto Medioevo, a imitazione della documentazione pubblica; l’anteposizione del destinatario, differenza fondamentale rispetto alle lettere antiche, è presente già nei primi esemplari pervenutici; i caratteri della lettera cancelleresca comparvero, separatamente e variamente, a partire dal XIII secolo; si standardizzarono, in un modello di lunga durata, tra fine Trecento e metà Quattrocento. In conclusione una lettera autografa di Diomede Carafa al duca Francesco Sforza (25 agosto 1459) viene confrontata con una lettera cancelleresca sullo stesso argomento, allo scopo di evidenziare le peculiarità della scrittura di Carafa rispetto alla prassi cancelleresca e di riflettere sulla necessità di non prescindere mai, nello studio delle forme di comunicazione, da un’accurata contestualizzazione storica.
Esperienze canonistiche nella Università italiana del secolo XX
Giorgio Feliciani
Stato, Chiese e Pluralismo Confessionale , 2012,
Abstract: Relazione presentata al Convegno “Gl’insegnamenti del diritto canonico ed ecclesiastico a centocinquant’anni dall’Unità”, promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza e dal Dipartimento di storia, filosofia del diritto e diritto canonico dell’Ateneo di Padova e dall’ADEC (Padova, Palazzo del Bo, 27-29 ottobre 2011), destinata alla pubblicazione negli Atti.
Due sotto l'impero. India e Australia nel XIX secolo  [cached]
Gaia Giuliani
Scienza & Politica : per una Storia delle Dottrine , 2009, DOI: 10.6092/issn.1825-9618/2742
Abstract: Due sotto l’impero. India e Australia nel XIX secolo
La trasformazione politica del monarca europeo nel XIX secolo  [cached]
Martin Kirsch
Scienza & Politica : per una Storia delle Dottrine , 2006, DOI: 10.6092/issn.1825-9618/2849
Abstract: La trasformazione politica del monarca europeo nel XIX secolo
Centralismo e federalismo nell'Italia del XIX secolo. Una riflessione  [cached]
Nicola Antonacci
Scienza & Politica : per una Storia delle Dottrine , 1996, DOI: 10.6092/issn.1825-9618/2928
Abstract: Centralismo e federalismo nell'Italia del XIX secolo. Una riflessione
A proposito di "Moral Economy" nel XX secolo  [cached]
Marina Catraruzza
Scienza & Politica : per una Storia delle Dottrine , 1990, DOI: 10.6092/issn.1825-9618/3056
Abstract: A proposito di "Moral Economy" nel XX secolo
Scuole economiche e problema dello stato in Italia nel secolo XIX  [cached]
Antonio Cardini
Scienza & Politica : per una Storia delle Dottrine , 1997, DOI: 10.6092/issn.1825-9618/2935
Abstract: Scuole economiche e problema dello stato in Italia nel secolo XIX
Autori ed editori a Firenze nella seconda metà del sedicesimo secolo: il ‘caso’ Marescotti  [cached]
Gustavo Bertoli
Annali di Storia di Firenze , 2011,
Abstract: Dai documenti qui pubblicati apprendiamo che uno dei maggiori editori-stampatori attivi a Firenze alla fine del sedicesimo secolo, Giorgio Marescotti, si faceva sempre pagare dagli autori, senza eccezione. Il fenomeno non è sconosciuto ma la sua categoricità e la sua estensione implicano la presenza di un sistema, funzionante e condiviso da tutti i soggetti, in cui l’editore non aveva quel ruolo di promotore culturale che invece con troppa facilità gli storici attribuiscono a chiunque abbia nel passato sottoscritto un prodotto editoriale.Questi documenti ci permettono poi di criticare l′uso, sempre improprio avanti la nascita dell′editoria moderna, di categorie quali linea o politica editoriale, logica di mercato, editore commerciale o minore . Come risulta dalla presente ricerca Marescotti e i suoi colleghi non rischiavano se non per (pochi) generi di smercio sicuro perchè non erano in grado di capire il potenziale di un libro, né di immaginarne il pubblico; ed è un errore cercare – e peggio ancora trovare - una logica culturale nei loro Annali. Speculare, infine, la posizione degli autori, che non solo pagavano senza prospettive di guadagno, ma non potevano né disporre a piacere delle copie del loro libro né controllare la trasformazione del loro testo senza maggiori aggravi.
I corpi disponibili dei lavoratori senza progetti  [cached]
Roberta Cavicchioli,Andrea Pietrantoni
m@gm@ , 2011,
Abstract: Quei lavoratori senza progetti, cui sarcasticamente si allude nel titolo, debbono essere sempre pronti ad un nuovo incarico (non a caso si parla di missione), capaci di immaginarsi in nuove attività, plastici e performanti; traggono la loro motivazione e un’improbabile compensazione in un’impiegabilità, sempre revocabile e provvisoria, che trasforma il lavoro in una ricerca trobadorica, in un percorso spirituale. La possibilità di accedere ad un’occupazione è vincolata a un continuo rimodellamento della proprie caratteristiche, attitudini, abilità, con un dispendio di risorse, materiali e simboliche, che supera ampiamente la riorganizzazione di tempi e spazi di vita in funzione della produttività imposta dal fordismo, o l’iperidentificazione con il proprio lavoro nel senso weberiano del sentirsi vocati a ciò che si fa.
Professioni senza albo, ecco la Legge  [cached]
Marco Mozzoni
Brainfactor , 2013,
Abstract: Il testo non è ancora in Gazzetta Ufficiale, ma è stato approvato il 19 Dicembre dalla X Commissione della Camera Attività Produttive, Commercio e Turismo. E' la Legge che, "in attuazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi". La Legge "promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni di cui all’articolo 1 (professioni senza albo - NdR), anche indipendentemente dall’adesione degli stessi a una delle associazioni di cui all’articolo 2 (associazioni professionali - NdR)", al fine di "tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali".
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