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Angelberga: il monastero di San Sisto di Piacenza e il corso del fiume Po Angelberga: the monastery of St. Sisto of Piacenza and the course of Po river
Roberta Cimino
Reti Medievali Rivista , 2012, DOI: 10.6092/1593-2214/365
Abstract: Il contributo analizza il dotario of Angelberga (ca. 831-891), moglie dell’imperatore Ludovico II. Angelberga rivestì un importante ruolo politico sia durante il suo matrimonio, sia dopo la morte del marito, e riuscì inoltre a costruire un impressionante patrimonio. Angelberga acquisì infatti un grande numero di beni fondiari, in parte tramite donazioni del consorte e in parte grazie ad acquisizioni personali. Nell’877 l’imperatrice assegnò il suo patrimonio al monastero di San Sisto, da lei fondato a Piacenza. Il contributo esamina in dettaglio l’ubicazione dei beni di Angelberga, dimostrando che gran parte di tali beni era situata in prossimità del corso del fiume Po: tale collocazione consentiva il controllo delle principali vie di comunicazione del regno d’Italia. Inoltre le proprietà di Angelberga si trovavano per lo più in aree controllate dai Supponidi, la potente famiglia di origine dell’imperatrice. Il saggio conclude che la costruzione del patrimonio di Angelberga, e del monastero che ne derivò, dimostra una convergenza di interessi economici e politici tra il potere regio e le aristocrazie locali rappresentate dalla potente famiglia d’origine dell’imperatrice. This study analyzes the dower of Angelberga (ca. 831-891), wife of emperor Louis II. Angelberga played a significant political role during her marriage and after her husband’s death; moreover she accumulated an impressive patrimony. Angelberga gathered a great number of landed properties, partly through donations from her husband and partly thanks to personal acquisitions. In 877 the empress left her wealth to the monastery of St. Sisto, which she had founded in Piacenza. This article offers a detailed analysis of the location of Angelberga’s properties, showing that most of these properties were situated in the proximity of the Po river: this location allowed for the control of the main communication routes of the Italic Kingdom. Moreover, Angelberga’s landholdings lay in areas controlled by the Supponids, the powerful natal family of the empress. The article concludes that the creation of her wealth, and of the monastery that resulted from it, shows a convergence of economic and political interests between royalty and local aristocracy, represented by the powerful familial group of the empress.
Piacenza verso la valorizzazione del patrimonio immobiliare militare dismesso Piacenza towards the valorisation of the dismissed military property asset  [cached]
Michela Milani
In_Bo : Ricerche e Progetti per il Territorio, la Città e l'Architettura , 2011,
Abstract: Recentemente è stata ancora ribadita dal Ministero della Difesa l’importanza del processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare militare dismesso. Gli effetti critici connessi alla dismissione di questi immobili possono – e devono – essere interpretati in termini di opportunità di ampio respiro: riqualificazione urbana, architettonica e ambientale; rilancio della città e del suo territorio; sostenibilità; partecipazione e concertazione; interazioni sinergiche tra pubblico e privato. Piacenza è tra le realtà maggiormente investite da questi processi; il dibattito pubblico sul futuro delle aree militari è aperto, specialmente per le Caserme Bixio e Nicolai (Comparto Nord San Sisto/Cittadella), sede storica del Genio Pontieri che dovrebbe essere il primo dei siti da valorizzare. Recently, the importance of the process of valorisation of dismissed military property assets has been confirmed again by the Italian Ministry of Defense. The critical effects related with the dismission of these properties can - and should - be interpreted in terms of broad opportunities: urban, architectural and environmental restoration; revitalization of the city and its territory; sustainability; participation and consultation; synergistic interactions between public and private sectors. Piacenza is one of the towns most involved in these processes; the public debate on the future of military areas is open, especially on Barracks Bixio and Nicolai (Comparto Nord San Sisto/Cittadella), the historical site of the Genio Pontieri which should be the first to be valorised.
Berta e Adelaide: la politica di consolidamento del potere regio di Ugo di Arles Berta and Adelaide: the policy of consolidation of the royal power of Hugh of Arles
Giacomo Vignodelli
Reti Medievali Rivista , 2012, DOI: 10.6092/1593-2214/369
Abstract: I due dotari gemelli costituiti da Ugo di Provenza, re del regno italico, per il proprio fidanzamento con Berta e per quello di suo figlio Lotario con Adelaide devono essere compresi all’interno della politica di rafforzamento del potere regio condotta dal re negli anni Trenta del secolo X: di quella politica sono infatti il coronamento. La doppia costituzione dotale fornisce al re italico l’occasione di riservare per sé (e per la giovane coppia regia appena formata) un forte controllo del centro della pianura padana intorno a Pavia e di smantellare (a vantaggio del dominio regio) le basi del potere marchionale in Tuscia. L’analisi dell’operato di Ugo permette la comprensione della sua politica nei confronti delle aristocrazie e dei meccanismi di promozione delle nuove famiglie (Aleramici, Obertenghi, Canossa). Le carte furono conservate nell’archivio della fondazione adelaidina del Salvatore di Pavia non per via della dotazione patrimoniale del monastero ma come strumento di legittimazione politica della nuova famiglia regia ottoniana. Both twins dowers made up by Hugh of Provence, king of Italic Kingdom, for his betrothal with Berta and that of his son Lothair with Adelaide, have to be understood within the policy of strengthening the royal power led by the king in the Thirties of the Tenth century: the dowers are in fact the crown of that policy. The double dower constitution supplies the king of Italy the opportunity to reserve for himself (and for the new formed young royal couple) a strong control of the center of the Po valley around Pavia and dismantles (for the benefit of the royal domain) ducal bases of power in Tuscia. The analysis of the work of Hugh allows us to understand its policy towards the aristocracy and the mechanisms for the promotion of new families (Aleramici, Obertenghi, Canossa). The original documents of dower were kept in the monastery of St. Salvatore of Pavia, founded by Adelaide; this locations isn’t due to the goods endowment of the monastery but to their importance as instrument of political legitimacy of the new Ottonian royal family.
Osservazioni in margine sulla musica per l’immacolato concepimento della Vergine, al tempo di Sisto IV  [cached]
Camilla Cavicchi
Atelier du Centre de Recherches Historiques , 2012, DOI: 10.4000/acrh.4386
Abstract: L’istituzione della festa per l’Immacolata Concezione diede impulso ad una serie di innovazioni con esiti musicali nella liturgia, nelle fondazioni musicali e nella realizzazione del tema figurativo dell’Immacolata. Fra le sue prime azioni, papa Sisto IV commissionò un nuovo ufficio, l’Officium Immaculatae Virginis Mariae di Leonardo Nogarolo (1477) cui seguì l’Officium Conceptionis Virginis Mariae di Bernardino Busti (1492), pervenutici entrambi privi di notazione. Per l’ufficio di L. Nogarolo e per l’introito della messa “Egredimini et videte filie Sion” furono composti dei canti propri, pubblicati rispettivamente in due raccolte curate da Francesco de Brugis: l’Antiphonarium e il Graduale secundum morem sancte Romanae ecclesie (Venezia, Lucantonio Giunta, 1503 e 1500). Al tempo di Sisto IV i canti si ispiravano certamente all’ufficio di L. Nogarolo, ma è assai probabile che nei primi anni dell’istituzione della festa convivessero più tradizioni musicali. Le cronache confermano che Sisto IV soleva celebrare la festa nella basilica di San Pietro, eseguendo l’ufficio (la vigilia), poi la messa al mattino e, nel pomeriggio, una processione lo conduceva alla chiesa di Santa Maria del Popolo, dove era solito recitare una preghiera, probabilmente la stessa a lui attribuita, Ave sanctissima Maria. Nella basilica di San Pietro Sisto IV aveva commissionato la realizzazione di una cappella dedicata all’Immacolata Concezione dotata d’un coro di dieci cantori che garantivano la musica nel servizio divino. Il progetto del papa francescano mirava a far in modo che le due più importanti istituzioni musicali della Chiesa fossero vincolate al culto mariano: la cappella Sistina (cappella privata del pontefice) fu consacrata all’Assunzione della Vergine, mentre la cappella di San Pietro all’Immacolata Concezione.Per l’affermazione del culto in ambito devozionale, agì con grande efficacia la preghiera Ave sanctissima Maria, legata alla devozione dell’immagine dell’Immacolata. Le immagini furono, in effetti, uno strumento di particolare importanza nella strategia del pontefice. In esse la musica entrò dapprima con l’evocazione delle antifone e della preghiera, citate nei cartigli e nei bordi dei dipinti, poi attraverso la figura di re David (rappresentante della stirpe di Maria), nelle danze di angeli e, infine, con l’adozione di alcuni elementi iconografici propri dell’Assunzione. A partire dal primo quarto del Cinquecento l’iconografia dell’Immacolata s’arricchì dell’immagine degli angeli musicanti, evocazione certamente dell’armonia celeste, ma anche testimoni della pra
Notai e scrittura a Piacenza: a proposito di notizie dorsali e imbreviature  [cached]
Cristina Mantegna
Scrineum Rivista , 2008,
Abstract: The A. picks up the topic wich matters to the historiography of diplomatics in the last two centuries. She reads it again from the point of view of the XI-XII centuries records of Piacenza; they are good examples to reconstruct the events that drove to the achievement of the imbreviaturae case. Notaries in Piacenza were susceptible to the need of giving and warranting fides to the record and they drafted alternatives solutions: each of them is sign of a different phase of the process of definition of the notary’s public role in the medieval legal system.
Una Chiesa dell’impero salico. Piacenza nel secolo XI A Church of the Salian Empire. Piacenza in the 11th Century
Ivo Musajo Somma
Reti Medievali Rivista , 2011, DOI: 10.6092/1593-2214/328
Abstract: Tra i secoli X e XI, nel passaggio dall’episcopato dell’italo-greco Giovanni Filagato a quello del lombardo Sigifredo, a Piacenza si radicava il culto di santa Giustina di Antiochia, destinato a divenire un importante elemento della locale identità ecclesiale. Gli anni del vescovo Sigifredo segnarono profondamente l’assetto cultuale e istituzionale della Chiesa piacentina, nella quale, com’è dimostrato, tra l’altro, dalla tradizione memoriale del monastero di S. Savino, erano attivi molteplici influssi riformatori. Solidamente incardinata nel quadro dell’impero salico e caratterizzata nei suoi connotati ecclesiali, politici e culturali dai tratti più tipici di quella particolare stagione della civiltà europea, Piacenza, sotto la guida energica del vescovo Dionigi, si avviava a svolgere un ruolo di primo piano nel drammatico conflitto che sarebbe divampato nella seconda metà del secolo XI. Between the tenth and the eleventh centuries, in the transition from the Italian-Greek Giovanni Filagato’s episcopate to Lombard Siegfried the cult of St. Justina of Antioch spread in Piacenza. It was to become an important element of the local ecclesial identity. The age of Bishop Siegfried deeply marked the institutional structure of Piacenza Church in which, as was also demonstrated by the memorial tradition of the monastery of St. Savino, many reforming influences were active. Piacenza was solidly grounded in the Salian empire and characterized in its ecclesial, political and cultural connotations by the most typical elements of that particular period in European civilization. Under Bishop Dionysius, Piacenza played a leading role in the dramatic conflict which broke out in the second half of the eleventh century.
The seismological correspondence at the Observatory of the Alberoni College in Piacenza  [cached]
Matteo Cerini,Graziano Ferrari
Annals of Geophysics , 2009, DOI: 10.4401/ag-4614
Abstract: The Observatory of Collegio Alberoni in Piacenza boasts a long tradition of observations in the field of the Earth Sciences. Founded first of all as an astronomical observatory in 1751 it gradually specialized also in meteorological observation starting in 1802 and that of instrumental seismology starting in 1861. The instrumental observation of earthquakes in the modern sense started in the 1920s and is documented by an epistolary archive of some 200 letters (1913-1972) described here in brief. The Observatory has a broad-ranging initiative ongoing for the recovery of the historical scientific wealth of its long tradition in which the letters themselves play a very important role.
Ethnomedical survey of Berta ethnic group Assosa Zone, Benishangul-Gumuz regional state, mid-west Ethiopia
Teferi Flatie, Teferi Gedif, Kaleab Asres, Tsige Gebre-Mariam
Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine , 2009, DOI: 10.1186/1746-4269-5-14
Abstract: Since time immemorial, human beings have found remedies within their habitat, and have adopted different therapeutic strategies depending upon the climatic, phytogeographic and faunal characteristics, as well as upon the peculiar cultural and socio-structural typologies[1].Ethiopian traditional medicine (TM) comprises of the use of plants, animals and mineral products as well as beliefs in magic and superstition, although ethnobotany is the major one[2,3]. Studies reported that a significant proportion of the Ethiopian population still depends on TM for its health care services[4,5] and more than 95% of traditional medical preparations are of plant origin[6]. Documenting traditional medical knowledge is important to facilitate discovery of new sources of drugs and promote sustainable use of natural resources. On the other hand, the knowledge of the factors involved in the selection of treatment options at household (HH) level is important for health service planning and to incorporating herbal medicine in a country's health care delivery system.Despite its significant contributions, TM in Ethiopia has attracted very little attention in modern medical research and development, and less effort has been made to upgrade the role of TM practice[7]. This study, therefore, attempts to identify and document factors determining the use of TM and medicinal plants used by Berta ethnic groups, Assosa Zone, mid-west Ethiopia.Benishangul Gumuz Regional State (BGRS) is one of the nine Federal States of Ethiopia located in the mid-western part of the country and having a total area of about 50,382 Km2. According to the 2001 Population and Housing Census of Ethiopia, the total population of Benishangul-Gumuz region was 460,459 which gives a population density of 9/Km2. Assosa zone, one of the three zones and two special Woredas (second from lowest administrative units in government structure) in the region, has a total area of 1,519 Km2 and a population of 28, 970 (population densit
Ricavare un'opera viva da una soffitta: scrittura e teatro in balia di una cura  [cached]
Elena Uber
m@gm@ , 2008,
Abstract: Il laboratorio di scrittura della Soffitta dura dall’autunno 2005 alla primavera 2006. In quell’anno l’Unità Operativa in cui lavoro, appartenendo diversi suoi operatori alla Società Italiana per lo Studio dei Comportamenti Alimentari (S.I.S.D.C.A.), assume l’impegno di organizzare a Piacenza uno dei convegni nazionali annuali della Società stessa. Sulla scorta d’un consolidato piacere della mia équipe di valorizzare le risorse espressive dei suoi membri, progetto d’allestire con la collaborazione di un gruppo teatrale piacentino uno spettacolo a partire dal testo prodotto con il gruppo. Quest’ultimo viene rielaborato e ne viene ricavata una drammaturgia dove la soffitta diviene la stiva d’una nave nella quale A., la protagonista, compirà il suo viaggio “verso il mondo che l’aspetta là fuori”.
A castle, a village, a territory: Vito Fumagalli and the lands of the Ceno Valley Un castello, un borgo, un territorio: Vito Fumagalli e le terre della Val di Ceno
Tiziana Lazzari
Reti Medievali Rivista , 2007, DOI: 10.6092/1593-2214/138
Abstract: Died prematurely in 1997, Vito Fumagalli was born 59 years before in Bardi, a castle in the high Val Ceno located between the today provinces of Parma and Piacenza, near the Apennine mountain pass that leads to Liguria. Medievalist of international reputation and culture, however, he devoted ever, in the course of his research, a specific focus to its land of origin and his village, as it possible to understand easily from his numerous studies which see players such places, with an approach that fits their events in the general history and that, at the same time, uses the results of research in the local draft to draw solid overview of the european Early Middle Ages. Prematuramente scomparso nel 1997, Vito Fumagalli era nato 59 anni prima a Bardi, un castello dell’alta Val Ceno situato tra le attuali provincie di Parma e Piacenza, nei pressi del valico appenninico che conduce in Liguria. Medievista di fama e di cultura internazionale dedicò comunque sempre, nel corso della sua attività di ricerca, un’attenzione specifica al suo territorio d’origine e al suo paese, come è possibile capire facilmente dai suoi numerosi studi che vedono protagonisti tali luoghi, con un approccio che inserisce le loro vicende nella storia generale e che, allo stesso tempo, impiega i risultati della ricerca minuta in sede locale per disegnare solidi quadri complessivi dell’alto Medioevo europeo.
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