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Primi dati sulla chirotterofauna del Parco Nazionale del Cilento - Vallo di Diano (Campania)
Antonio Feola,Gianna Dondini,Michele Santangelo,Simone Vergari
Hystrix : the Italian Journal of Mammalogy , 2003, DOI: 10.4404/hystrix-14.0-4281
Abstract: Nell?ambito di una ricerca per la raccolta di dati sulla chirotterofauna del Parco Nazionale del Cilento svolta nel 2001, abbiamo complessivamente documentato la presenza di ben 19 specie. Alcuni riferimenti bibliografici indicano, senza peraltro specificare il tipo di reperto, anche la presenza del Myotis capaccinii. Successive ricerche potrebbero confermare la presenza di questo interessante vespertilionide. In particolare è interessante l?identificazione del Rhinolophus mehelyi segnalato per la prima volta nel territorio regionale campano. Le metodologie di rilievo sono: la cattura con reti, bat-detector (modello Pettersson D-240 con espansione temporale e bat-box) e rifugi per pipistrelli collocati nelle principali tipologie forestali del Parco. Le specie documentate nel Parco sono le seguenti: 1. Rhinolophus euryale 2. Rhinolophus ferrumequinum 3. Rhinolophus hipposideros 4. Rhinolophus mehelyi 5. Eptesicus serotinus 6. Hypsugo savii 7. Myotis bechsteini 8. Myotis blythii 9. Myotis daubentonii 10. Myotis myotis 11. Myotis nattererii 12. Nyctalus leisleri 13. Pipistrellus kuhlii 14. Pipistrellus nathusii 15. Pipistrellus pipistrellus 16. Plecotus auritus 17. Plecotus austriacus 18. Miniopterus schreibersii 19. Tadarida teniotis
La Chirotterofauna della Puglia
Michele Bux,A. Marsico,Danilo Russo,Giovanni Scillitani
Hystrix : the Italian Journal of Mammalogy , 2003, DOI: 10.4404/hystrix-14.0-4278
Abstract: Le conoscenze sulla chirotterofauna pugliese sono a tutt?oggi frammentarie, in quanto in letteratura sono disponibili dati parziali su aree ristrette o molto datati. Nel presente studio si espongono i primi risultati di una campagna sistematica di ricerca sulla chirotterofauna della Puglia, finalizzata all'aggiornamento dell'elenco faunistico e alla valutazione dello stato di conservazione delle popolazioni di Chirotteri. La ricerca si avvale per lo più di segnalazioni originali, ma anche di prospezioni di collezioni museali e dati di bibliografia. Per la gestione dei dati è stato realizzato un database informatizzato. Sono stati raccolti in totale 209 records relativi a 18 specie (Rhinolophus ferrumequinum, R. hipposideros, R. euryale, R. mehely, Myotis blythii, M. capaccini, M. daubentoni, M. emarginatus, M. myotis, Pipistrellus kuhli, P. pipistrellus/pygmaeus, Nyctalus leisleri, N. noctula, Hypsugo savii, Eptesicus serotinus, Plecotus austriacus, Miniopterus schreibersi e Tadarida teniotis), pari al 58% delle specie note per l'Italia. Il 30% (63 records) delle segnalazioni è antecedente al 1960, il 7% (15 records) è relativo al periodo compreso tra il 1961 e il 1980 e il 63% (131 records) è successivo al 1980. Due specie Rhinolophus mehelyi e Myotis daubentoni non sono state più segnalate dopo il 1980, mentre una sola specie, Myotis emarginatus, è stata segnalata dopo il 1980. Il 60% dei records hanno riguardato 6 specie (R. ferrumequinum, R. hipposideros, R. euryale, P. kuhli, H. savii e M. schreibersi) probabilmente in relazione alla loro maggiore diffusione e abbondanza e alla maggiore facilità di osservazione e studio, almeno per le specie dalle abitudini troglofile. I dati raccolti consentono una prima analisi di tipo biogeografico, dalla quale emerge che il 40% delle specie hanno corologia euroasiatica, il 28% europea, il 17% mediterranea, il 6% etiopico-mediterranea e il 6% sub-cosmopolita. L'analisi corologica mostra, rispetto alla chirotterofauna italiana, una più forte componente mediterranea e una minore componente euroasiatica ed europea. Sono stati rilevati numerosi siti che hanno presentato una situazione di importanza prioritaria a livello nazionale. A titolo di esempio si evidenzia come il solo sistema di cavità artificiali denominato ?Cava di Santa Lucia? e insistente nell?area del Parco Nazionale del Gargano ospita una numerosa comunità costituita da ben 8 specie e oltre 6000 esemplari: una realtà naturalistica assolutamente prioritaria a livello nazionale.
Chirotterofauna della provincia di Parma
Antonio Ruggieri
Hystrix : the Italian Journal of Mammalogy , 2003, DOI: 10.4404/hystrix-14.0-4283
Abstract: In questo lavoro viene definito lo stato attuale delle conoscenze sui Chirotteri nella provincia di Parma (regione Emilia Romagna, Nord Italia). Le segnalazioni storiche si riferiscono alla pubblicazione ?I Vertebrati della Provincia di Parma? (Del Prato, 1899) e alla collezione ?Del Prato? conservata presso il Museo dell?Università di Parma. Dal 1995 ho iniziato lo studio della chirotterofauna utilizzando diverse tecniche: ricerca dei siti di rifugio, raccolta occasionale di esemplari feriti o morti, catture con reti, rilevamento ultrasonico con bat-detector. Il territorio provinciale non è stato indagato omogeneamente poiché ricerche approfondite sono state effettuate solo nelle aree protette. Le specie di Chirotteri sinora accertate per la provincia di Parma sono 19: Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Myotis mystacinus, Myotis emarginatus, Myotis bechsteinii, Myotis nattereri, Myotis daubentonii, Myotis myotis, Myotis blythi, Pipistrellus pipistrellus, Pipistrellus nathusii, Pipistrellus kuhlii, Hypsugo savii, Eptesicus serotinus, Nyctalus noctula, Nyctalus leisleri, Plecotus auritus, Barbastella barbastellus, Tadarida teniotis. I dati distributivi di ogni specie sono riportati su una carta suddivisa nel reticolo UTM (griglia di 5 Km di lato).
Il cinghiale nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: l'approccio radiotelemetrico
L. Bizzarri,M. Lacrimini,Bernardino Ragni
Hystrix : the Italian Journal of Mammalogy , 2003, DOI: 10.4404/hystrix-14.0-4285
Abstract: Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini sono stati catturati e muniti di trasmittente tre individui di cinghiale: M1, maschio di circa 20 mesi, del peso di Kg 50, catturato il 14/09/03 insieme ad altri due individui coetanei; F1, femmina di circa 36 mesi, del peso di Kg 55, catturata il 08/04/03 insieme ad un?altra femmina coetanea, un subadulto maschio e sei striati; M2 maschio di circa 18 mesi, del peso di Kg 50, catturato il 05/06/03. Il programma di monitoraggio è in corso, i dati qui esposti si riferiscono ad M1 ed F1, raccolti fino al 30 aprile. Per M1 si sono avuti 665 contatti; per F1 si sono avuti 61 contatti. M1 si è mantenuto entro i confini del Parco nei primi due mesi successivi alla cattura, nel mese seguente, dicembre, il cinghiale si è progressivamente e definitivamente allontanato dal Parco. L?estensione dello home range (hr) è stata calcolata con Animal Movement per ArcView mediante MCP 100% e Kernel 90%. Lo hr interno al Parco è risultato essere di 651 ettari (MCP) e 535 ettari (Kernel); quello esterno all?area protetta è di 5231 ettari (MCP) e 3084 ettari (Kernel). Complessivamente M1 si è mosso all?interno di un?area estesa 18509 ettari (MCP). La distanza massima percorsa, entro un periodo massimo di 5 giorni, è di Km 17 in linea retta. M1 si è tenuto lontano dai confini del Parco per una distanza media di m 4322, con un intervallo di variabilità compreso tra m 10160 e m 394 (DS = 2516; IF 95% = 4322 ± 328). L?abbandono dell?area protetta da parte di M1 è avvenuto in piena stagione di caccia al cinghiale in un?area soggetta a battuta- braccata, con almeno un caso accertato di compresenza cinghiale-cacciatori. Lo hr di F1 è di ha 280 (MCP) interamente e permanentemente compresi nei confini del Parco. L?uso dello spazio da parte di M1 sembra contrastare con la tradizionale attribuzione della funzione di ?rifugio? alle aree protette: un cinghiale catturato all?interno di un Parco sembra ?scegliere?, probabilmente insieme al suo gruppo, l?esterno dell?area protetta nel periodo di maggiore pressione venatoria. è ipotizzabile che tale spostamento sia conseguenza della dispersione giovanile e/o della pressione derivante dal controllo in atto nel Parco, operato con tecniche di prelievo all?aspetto, indirizzato esclusivamente a questa specie. Il monitoraggio di F1 ed M2 consentirà il confronto con individui coetanei e sintopici.
PLANT COMMUNITIES ON COASTAL DUNES IN LAZIO (ITALY)  [cached]
A. STANISCI,A. ACOSTA,S. ERCOLE,C. BLASI
Annali di Botanica , 2004,
Abstract: Aim of the paper is to describe the conservation state of the dune plant communities of Lazio (central Italy), using both original and already published phytosociological relevés. This case study in particular analyses the effects of human disturbance on the species composition and the vegetation zonation in coastal sandy landscape, already classified in three land facets. 13 plant associations were recognised and 9 of them were identified as potential natural vegetation types for the sandy coastal ecosystems of Lazio. Incidence of ruderal species and alien taxa were calculated for each plant community and for each land facet. The results have produced evidence that, even if Lazio coastline is largely occupied by human settlements or infrastructures, several sites still preserve an high plant communities diversity and few alien taxa inside the natural habitats occur. On the contrary where the human impact is intense, dune plant communities disappear or if they are still present, the vegetation zonation is incomplete, ruderals are abundant and alien species are locally common. A data-base of dune plant diversity was realised for a monitoring purpose.
LAZIO REGION: DEVELOPMENT OF A SAMPLING PLAN FOR OFFICIAL CONTROL OF FOODSTUFFS  [cached]
R. Condoleo,S. Marozzi,P. Scaramozzino,R. Marcianò
Italian Journal of Food Safety , 2013, DOI: 10.4081/ijfs.2008.4.64
Abstract: This paper describes the criteria and methodologies that have been used for the planning of microbiological checks on food in the context of the wider plan of Integrated Controls (PRIC) Lazio Region as set by Regulation 882/2004 (EC).
Collaborazione CILEA - CD adapco: primi frutti
Paolo Ramieri
Bollettino del CILEA , 2005, DOI: 10.1472/bc.v94iottobre.1491
Abstract: Dalla recente sottoscrizione di un contratto di collaborazione tra CILEA e CD adapco sono già arrivati i primi frutti: un corso di Fluidodinamica Computazionale, un workshop nel cuore della Formula 1 e un arricchimento del portale per il supercalcolo gestito dal CILEA.
Il tasso nel Parco Regionale "La Mandria"
M. Rizzotto,Anna Maria De Marinis,C. Macocco,Cristina Giacoma
Hystrix : the Italian Journal of Mammalogy , 2003, DOI: 10.4404/hystrix-14.0-4221
Abstract: Il tasso (Meles meles) abita boschi di conifere e latifoglie, boschi misti, alternati a zone aperte e cespugliate ed essendo una specie molto adattabile può vivere anche in aree agricole oppure in ambienti suburbani o urbani. Diversi studi sono stati condotti in Italia sulla distribuzione e sulla caratterizzazione ambientale delle tane di tasso sia in contesti naturali come in aree coltivate in modo più o meno intensivo, mancano, invece, lavori in ambienti dove la specie può vivere a "diretto contatto" con l'uomo. Questo studio si propone di valutare l'importanza di alcuni parametri ambientali nella scelta e selezione dei siti di tana nel Parco Regionale "La Mandria" (Torino), aperto al pubblico a partire dal 1979 e con un afflusso di visitatori pari a 500.000 persone all'anno, secondo stime del tutto indicative. Il Parco si estende per 1665 ha, coperti principalmente da boschi (50%) e prato-pascoli (30%); l'area di studio (772 ha) è caratterizzata da zone boscate ed aperte nelle stesse proporzioni osservate sull'intera superficie del Parco. In quest'area sono stati rilevati per 33 punti tana e 33 punti scelti casualmente, i seguenti dati ambientali: esposizione, pendenza, distanza da strade e/o sentieri, distanza dall'acqua, distanza dal confine del Parco e copertura arbustiva, considerando aree con un raggio di 25 m intorno ai punti. Nell'elaborazione dei dati sono stati utilizzati il test del Χ2 e gli intervalli di confidenza di Bonferroni. Il 90% delle tane è risultato attivo. Le entrate (n=219) hanno una larghezza media di 28,15 ± 8,29 cm ed un'altezza media di 24,39 ± 6,87 cm; risultano in maggioranza scavate su di un substrato di terra fine (42%) oppure sotto un albero o un ceppo (43%), più raramente sotto cespugli di rovi (11%) ed occasionalmente sotto lastre di cemento (3%); nel 43% dei casi è stato osservato davanti all'ingresso il tipico anfiteatro formato dalla terra accumulata dallo scavo. Il numero medio delle entrate per tana è 7 ± 11 con un numero massimo di entrate pari a 64. Un numero così elevato di entrate è probabilmente da porre in relazione con l'età dell'insediamento: nel parco si conoscono, infatti, tane attive da oltre 20 anni. I parametri che sembrano condizionare significativamente (p<0,01) la distribuzione delle tane nel Parco sono: l'esposizione, la pendenza e la copertura arbustiva; le tane sono preferenzialmente esposte ad est, si trovano su pendii con un'inclinazione compresa tra 11 e 30° e con una copertura arbustiva del 5-50%. Nessuna tana è stata osservata nelle aree a prato pascolo. Non sono state rilevate differenze
Tutela e valorizzazione del paesaggio nel Parco Agrario degli Ulivi Secolari in Puglia
Carmelo M. Torre
Aestimum , 2007,
Abstract: Tutela e valorizzazione del paesaggio nel Parco Agrario degli Ulivi Secolari in Puglia
Server News al CILEA, i primi 200 giorni  [cached]
Gianpiero Limongiello
Bollettino del CILEA , 1996, DOI: 10.1472/bc.v55inovembre.876
Abstract: In questo articolo si delineano le caratteristiche e le peculiarità della rete Usenet e del servizio News fornito dal CILEA, al giro di boa dei primi duecento giorni di funzionamento. Una breve descrizione della situazione generale e dei problemi aperti completa la panoramica su uno dei servizi più richiesti tra quelli che Internet mette a disposizione del proprio pubblico.
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